Sai qual è uno dei simboli

che denota una società civile?
La gabbia!

Essa distingue in modo ineccepibile i buoni dai cattivi.
È lo stadio evolutivo successivo allo scrivere sulla lavagna
(alle scuole elementari si fa così, lì – inspiegabilmente! – le gabbie non sono permesse)
i nomi dei casinari.

Cosa sarebbe il nostro mondo senza agglomerati di gabbie che rinchiudono i deviati?
Te lo lascio immaginare da solo…

E se la tecnologia a volte anticipa i tempi futuri, a volte prende semplicemente spunto dal presente per migliorarlo.
In quest’ottica si inserisce il discorso della gabbia.

Infatti, un colosso del commercio online al quale non intendo fare pubblicità
(a meno che in cambio non mi firmi un cospicuo assegno, si intende: onesti sì, ma scemi…)
pare abbia in tasca il brevetto di una gabbia per i dipendenti.

Attenzione: qui non si parla di buoni e cattivi da scrivere su una lavagna
(che poi, detto tra noi: il redattore della lista di proscrizione armato di gessetto è facilmente corruttibile
con un plum cake, mica come la vita reale!),
ma di un dispositivo di sicurezza, volto a proteggere il lavoratore umano da quello robotizzato.

Ovvero una gabbia in cui l’operaio in carne e ossa controlla che il robot non si inceppi.
O più in generale sta rinchiuso pronto a risolvere qualsiasi problema, senza correre il rischio di essere schiacciato come un insetto dal collega costituito da circuiti di mille valvole (questa è una citazione per pochi eletti).

schema di una gabbia protettiva

A questo punto si presenta un quesito:

è eticamente una misura accettabile?
La risposta, se hai la sventura di avere colleghi di lavoro odiosi, è sì.
Per capirci: se non li fa fuori il robot, seppur in maniera inconsapevole, li ammazzi tu con premeditazione.
Per cui la gabbia è giusta.

Ma se osservassimo la faccenda dal punto di vista meramente umanitario, questa assumerebbe contorni inquietanti.
Rinchiudere un operaio in gabbia?
Lasciando scorrazzare liberamente i robot che gli hanno tolto il lavoro?

Si potrebbe quindi ricorrere a un compromesso: diamo agli automi una lavagna e un gessetto.
Gli umani cattivi finiscono dentro. Senza possibilità di corrompere il collega elettronico.
Che io sappia i robot non mangiano merendine…