Specchio delle mie brame

chi è il più bello del reame?

Deve essere partita da qui, dalla filastrocca della regina maligna di Biancaneve, l’idea di uno specchio smart.

strega di Biancaneve di fronte allo specchio

Non so tu che rapporto hai, o hai avuto, col tuo aspetto.
Di sicuro lo specchio è un oggetto controverso.
Se a molti, infatti, non importa nulla della pelle cascante, i muscoli flaccidi, le maglie non abbinate ai pantaloni ecc…
ce ne sono altrettanti che hanno trascorso un’adolescenza facendo fatica per accettare di non essere un giovane
Paul Newman o una copia conforme di Claudia Schiffer.

Per cui, superata l’età del dubbio, hanno trovato un equilibrio interiore.
Il quale però non include la felicità parossistica nel vedere riflettere la propria immagine tutti i giorni.

Ma poiché questo non è un blog di psicologia, guardiamo più da presso l’aspetto tecnologico.

uomo si allena di fronte a uno specchio interattivo

Lo specchio smart

si chiama “Mirror”: se in pausa appare una normalissima superficie riflettente, allorché lo attiviamo si trasforma in uno schermo interattivo che propone una serie di esercizi da palestra, con tanto di tutor che ti incita!

Non so tu come sei fatto, ma io per esempio odio (in mezzo all’universo delle cose che odio) le palestre!
L’idea di mettermi dentro casa un facinoroso fautore della forma fisica, che mi tratta come il soldato “palla di lardo” vessato dal sergente Hartman, mi manda fuori di testa.

Se proprio vuoi saperlo appartengo alla categoria adolescenziale che non somigliava a Paul Newman.
Ora, con l’età che avanza, mi avvicino alla fisionomia di Danny De Vito. Sono solo un po’ più alto.
Immagina quanto mi possa piacere specchiarmi…
Ma sono adulto, ho accettato la mia conformazione fisica e vado avanti.

E penso, soprattutto, che chi va in palestra lo faccia non solo per la forma fisica, ma anche per socialità.
Rimanere in casa per darsi all’aerobica estrema, a meno che non si sia affetti da malattie contagiose
(e in tal caso pensi ai muscoli? Ma sei scemo?),
facendo puzzare il salotto di spogliatoio, non la trovo propriamente una genialata.

Quindi ora mi vesto e vado al lavoro.
Probabilmente sono vestito malissimo e ho un aspetto orribile.
Ma preferisco non controllare.
Sono vecchio, ma la mia adolescenza gioca a nascondino e mi ricorda la differenza tra me e un sex symbol di Hollywood…