Paese che vai, usanze che trovi.
Ti è famigliare questo proverbio?

Nonostante siamo tutti connessi bla bla bla… e siamo tutti sui social bla bla bla… e le distanze si siano ridotte bla bla bla… viaggiare per il mondo è sempre speciale (bla bla bla).

Siamo affascinati dalla scoperta dei luoghi nuovi, e nessuna applicazione satellitare sostituisce a pieno la suggestione personale e soggettiva che un panorama è in grado di offrire.
A meno che la tua sensibilità sia rivolta alla mera scoperta del fast food più vicino – ma in questo caso sei già perduto e irrecuperabile – il viaggio ha in sé così tante sfaccettature filosofiche e antropologiche che non si torna mai da un viaggio uguali a come si era prima della partenza (bla bla bla).

Resta solo uno scoglio da superare, soprattutto per noi italiani, per godere totalmente dell’esperienza: la lingua!

Quante volte abbiamo visto scene patetiche di persone affannate a gesticolare come macachi, indicare punti sulle cartine in maniera disperata, improvvisare dialoghi improbabili che farebbero impallidire Totò e Peppino a Milano?

Da tempo per fortuna la santa tecnologia corre in nostro aiuto, tramite app per smartphone con traduttori vocali.
Che però, ahimè, non sempre – detto con eufemismo – sono precisi.
E oltre tutto necessitano di connessione per cui, se non sei al fast food di cui sopra…

Ma stai tranquillo amico viaggiatore, e prepara pure i bagagli per l’estremo oriente!
È arrivato Ili, un device portatile che traduce ciò che dici con uno scarto di 0,2 secondi.


La pecca è che per il momento le lingue disponibili sono solo il cinese e il giapponese…
Ma se hai un po’ di pazienza potrai a breve chiedere indicazioni con nonchalance in altre lingue: come si arriva a Buckingham Palace a un inglese, pretendere la restituzione della Gioconda a un francese, oppure informarti sulle emissioni di CO2 con un tedesco.
E soprattutto chiedere a tutti e tre la strada più breve per raggiungere il tuo fast food preferito!